L'incrocio più trafficato al mondo

Shibuya - Tokyo, Giappone

L’intersezione stradale situata appena fuori dall’uscita Hachikō della stazione di Shibuya in sé non è niente di spettacolare – un incrocio su quattro strade con in tutto dieci corsie, proprio nel cuore del quartiere alla moda di Tokyo, illuminato da insegne al neon e cartelloni pubblicitari giganteschi. Ma quello che succede nel trafficato attraversamento pedonale quando il semaforo diventa rosso per le automobili, è uno spettacolo che vale la pena di vedere. Tutti si sfiorano in un caos organizzato, senza scontrarsi, quasi come in un gioco di prestigio, dove il mistero risiede solo nella grazia giapponese.

L’Antelope Canyon è probabilmente uno dei luoghi più fotografati degli Stati Uniti d’America, almeno per quanto riguarda i Parchi Nazionali. L’Antelope è quello che viene definito uno slot canyon, una gola strettissima e profonda: per quanto le sue forme e i colori sembrino essere usciti dalla mente di qualche architetto surrealista pazzo, è solo la pazienza di Madre Natura, attraverso millenni di erosione di acqua, fango e vento, ad avere creato tutto questo.

Antelope Canyon

Arizona, Usa

L’Antelope Canyon è probabilmente uno dei luoghi più fotografati degli Stati Uniti d’America, almeno per quanto riguarda i Parchi Nazionali. L’Antelope è quello che viene definito uno slot canyon, una gola strettissima e profonda: per quanto le sue forme e i colori sembrino essere usciti dalla mente di qualche architetto surrealista pazzo, è solo la pazienza di Madre Natura, attraverso millenni di erosione di acqua, fango e vento, ad avere creato tutto questo.

Quel buco al centro del Deserto del Karakum che emana un bagliore visibile a chilometri di distanza, è un cratere largo circa 70 metri e profondo 20 formatosi a causa dell’opera dell’uomo ribattezzato Porta dell’Inferno perché il suo interno continua a bruciare incessantemente da quasi 50 anni. Nel 1971, i sovietici alla ricerca del petrolio impiantarono non lontano dal villaggio di Derweze, che per pura coincidenza in italiano significa «porta», a 260 chilometri dalla capitale Ashgabat, una piattaforma di perforazione. Poco dopo l'inizio dei lavori, le trivelle raggiunsero una sacca di gas naturale presente non troppo in profondità, causando un cedimento del terreno formato da roccia e sabbia. Per evitare che i gas sprigionati dal sottosuolo creassero ulteriori danni ed esplosioni, fu presa la decisione di incendiare quel pozzo, nella speranza che fiamme esaurissero la riserva naturale. Ma così non è stato. Almeno, non ancora perché quelle fiamme bruciano ininterrottamente da 45 anni e hanno così dato adito alla leggenda della «Porta dell'Inferno», ora diventata una meta turistica per decine di migliaia di persone ogni anno.

La Porta dell'Inferno

Deserto del karakum, Turkmenistan

Quel buco al centro del Deserto del Karakum che emana un bagliore visibile a chilometri di distanza, è un cratere largo circa 70 metri e profondo 20 formatosi a causa dell’opera dell’uomo ribattezzato Porta dell’Inferno perché il suo interno continua a bruciare incessantemente da quasi 50 anni. Nel 1971, i sovietici alla ricerca del petrolio impiantarono non lontano dal villaggio di Derweze, che per pura coincidenza in italiano significa «porta», a 260 chilometri dalla capitale Ashgabat, una piattaforma di perforazione. Poco dopo l'inizio dei lavori, le trivelle raggiunsero una sacca di gas naturale presente non troppo in profondità, causando un cedimento del terreno formato da roccia e sabbia. Per evitare che i gas sprigionati dal sottosuolo creassero ulteriori danni ed esplosioni, fu presa la decisione di incendiare quel pozzo, nella speranza che fiamme esaurissero la riserva naturale. Ma così non è stato. Almeno, non ancora perché quelle fiamme bruciano ininterrottamente da 45 anni e hanno così dato adito alla leggenda della «Porta dell'Inferno», ora diventata una meta turistica per decine di migliaia di persone ogni anno.

Natura allo stato puro, silenzio e calma. Un paradiso per i subacquei e non solo. L’Isola di Vaadhoo, a nord dell’arcipelago delle Maldive, nell’atollo Huvadhu, è praticamente deserta, se non per una pacifica popolazione di pochi individui che vive di pesca e si culla in un mare di stelle. A riprodurre il cielo stellato nelle limpide acque notturne del mare di quest’isola è il fitoplancton, minuscole forme di vita vegetale marina che danno vita al fenomeno della bioluminescenza, che ai nostri occhi appare come una magica e romantica discesa di stelle dal cielo al mare.

Mare di stelle

Isola di Vaadhoo, Maldive

Natura allo stato puro, silenzio e calma. Un paradiso per i subacquei e non solo. L’Isola di Vaadhoo, a nord dell’arcipelago delle Maldive, nell’atollo Huvadhu, è praticamente deserta, se non per una pacifica popolazione di pochi individui che vive di pesca e si culla in un mare di stelle. A riprodurre il cielo stellato nelle limpide acque notturne del mare di quest’isola è il fitoplancton, minuscole forme di vita vegetale marina che danno vita al fenomeno della bioluminescenza, che ai nostri occhi appare come una magica e romantica discesa di stelle dal cielo al mare.

Nella cittadina di Klevan, nel nord-ovest dell’Ucraina, la natura si è plasmata intorno ad un’antica ferrovia usata in epoca industriale per ricreare un tratto - poco più lungo di un chilometro - dove il tempo sembra non esistere e tutto sembra abbracciare chi vi passeggia. Sono stati gli stessi abitanti della cittadina di Klevan a dare il nome al Tunnel dell’Amore perché le coppie amano venire a passeggiare lungo questo sentiero sia in estate, quando la vegetazione è di un verde rigoglioso, sia durante i caldi colori autunnali.

Il Tunnel dell'Amore

Klevan, Ucraina

Nella cittadina di Klevan, nel nord-ovest dell’Ucraina, la natura si è plasmata intorno ad un’antica ferrovia usata in epoca industriale per ricreare un tratto - poco più lungo di un chilometro - dove il tempo sembra non esistere e tutto sembra abbracciare chi vi passeggia. Sono stati gli stessi abitanti della cittadina di Klevan a dare il nome al Tunnel dell’Amore perché le coppie amano venire a passeggiare lungo questo sentiero sia in estate, quando la vegetazione è di un verde rigoglioso, sia durante i caldi colori autunnali.

In Thailandia del nord, vicino al confine con la Birmania, nella provincia di Mae Hong Son, lungo il fiume Pai vi sono piccolissimi villaggi abitati da alcune tribù Kayan, conosciute anche come le tribù delle donne giraffa, per gli anelli di ottone che le donne di questa popolazione portano al collo sin da bambine. Frutto di una tradizionale ancestrale dalle origini poco chiare, la pratica di indossare anelli di ottone ha inizio col compimento del 5 anno di ciascuna bambina della tribù Kayan. Il collo, con l’aggiunta progressiva degli anelli, si allunga di anno in anno, fino a rendere un apparente allungamento del collo. Dopo tanti anni passati ad indossare gli anelli, i muscoli del collo sono talmente indeboliti da non riuscire più a sorreggere la testa: la rimozione degli anelli è una delle punizioni previste per l’adulterio e costringe la donna a trascorrere tutto il resto della propria vita in posizione sdraiata.

Le Donne Giraffa

Mae Hong Son - Thailandia

In Thailandia del nord, vicino al confine con la Birmania, nella provincia di Mae Hong Son, lungo il fiume Pai vi sono piccolissimi villaggi abitati da alcune tribù Kayan, conosciute anche come le tribù delle donne giraffa, per gli anelli di ottone che le donne di questa popolazione portano al collo sin da bambine. Frutto di una tradizionale ancestrale dalle origini poco chiare, la pratica di indossare anelli di ottone ha inizio col compimento del 5 anno di ciascuna bambina della tribù Kayan. Il collo, con l’aggiunta progressiva degli anelli, si allunga di anno in anno, fino a rendere un apparente allungamento del collo. Dopo tanti anni passati ad indossare gli anelli, i muscoli del collo sono talmente indeboliti da non riuscire più a sorreggere la testa: la rimozione degli anelli è una delle punizioni previste per l’adulterio e costringe la donna a trascorrere tutto il resto della propria vita in posizione sdraiata.

Una scenario spettacolare. Un grande buco blu della larghezza di 300 metri e la profondità di circa 123 metri. Si è formato nell’Era Glaciale, quando il livello dei mare era molto più basso e la grande voragine era parzialmente in superficie. Dopo lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mare lo ha sommerso facendolo diventare come lo vediamo ora. Intorno al grande buco vivono indisturbati  diverse specie di squali, tra i quali tigre, martello e toro. Arrivarci non è molto facile: ci sono le escursioni che partono dall’eliporto di Lighthouse Reef o si può decidere di osservarlo dall’elicottero.

Blue Hole

Mar dei Caraibi, Belize

Una scenario spettacolare. Un grande buco blu della larghezza di 300 metri e la profondità di circa 123 metri. Si è formato nell’Era Glaciale, quando il livello dei mare era molto più basso e la grande voragine era parzialmente in superficie. Dopo lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mare lo ha sommerso facendolo diventare come lo vediamo ora. Intorno al grande buco vivono indisturbati  diverse specie di squali, tra i quali tigre, martello e toro. Arrivarci non è molto facile: ci sono le escursioni che partono dall’eliporto di Lighthouse Reef o si può decidere di osservarlo dall’elicottero.

Fino a quasi 40 anni fa questo villaggio non esisteva. Fu la Disney Productions a decidere che il sito vicino a Mellieha a Malta, divenisse il set cinematografico del film musicale Popeye. Oggi famoso come Villaggio di Popeye, è un parco divertimento soprattutto per famiglie, dove si incontrano personaggi come Braccio di Ferro con la sua pipa, la magrissima Oliva e Wimpy, dove ci si rilassa con giri in barca intorno alla baia e dove si può rimanere fino a sera per gustare uno dei tanti spettacoli tenuti ogni giorno.

Villaggio di Popeye

Mellieha, Malta

Fino a quasi 40 anni fa questo villaggio non esisteva. Fu la Disney Productions a decidere che il sito vicino a Mellieha a Malta, divenisse il set cinematografico del film musicale Popeye. Oggi famoso come Villaggio di Popeye, è un parco divertimento soprattutto per famiglie, dove si incontrano personaggi come Braccio di Ferro con la sua pipa, la magrissima Oliva e Wimpy, dove ci si rilassa con giri in barca intorno alla baia e dove si può rimanere fino a sera per gustare uno dei tanti spettacoli tenuti ogni giorno.

Il navigatore britannico Flinders, nel 1802, scalò la vetta più alta del Middle Island (ora conosciuto come Flinders Peak) per sorvegliare le acque circostanti quando si imbatté in questo lago dalla stranissima colorazione rosa. Da allora la fama di questo lago australiano che dall’alto offre uno degli spettacoli cromatici più particolari della natura terrestre - anche perché a contrasto con le acque blu intenso del vicino mare – è continuata a crescere perché ancora oggi nessuno conosce fino in fondo il vero motivo della sua stravagante colorazione. Al mondo esistono almeno altri due laghi dal colore simile (il Lago Retba in Senegal e le saline di San Francisco), ma il Lago Hillier a Middle Island nell’arcipelago Recherche è senza ombra di dubbio il più rosa dei laghi rosa e con una forma così particolare da sembrare una enorme big babol!

Il Lago Rosa

Middle Island - Arcipelago Recherche, Australia

Il navigatore britannico Flinders, nel 1802, scalò la vetta più alta del Middle Island (ora conosciuto come Flinders Peak) per sorvegliare le acque circostanti quando si imbatté in questo lago dalla stranissima colorazione rosa. Da allora la fama di questo lago australiano che dall’alto offre uno degli spettacoli cromatici più particolari della natura terrestre - anche perché a contrasto con le acque blu intenso del vicino mare – è continuata a crescere perché ancora oggi nessuno conosce fino in fondo il vero motivo della sua stravagante colorazione. Al mondo esistono almeno altri due laghi dal colore simile (il Lago Retba in Senegal e le saline di San Francisco), ma il Lago Hillier a Middle Island nell’arcipelago Recherche è senza ombra di dubbio il più rosa dei laghi rosa e con una forma così particolare da sembrare una enorme big babol!

In provincia di Firenze, nel comune di Reggello, c'è un castello abbandonato in stile moresco. E' il Castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia, che è stato appena candidato per il 7 Most Endangered Programme, il progetto per salvaguardare i luoghi europei più a rischio.  Fino a qualche tempo fa, in occasioni eccezionali, era possibile visitare il castello, ora questo gioiello è in stato di abbandono. Ecco la storia e le foto più bello di un luogo che merita di essere salvato.

Castello di Sammezzano

Regello - Firenze, Italia

In provincia di Firenze, nel comune di Reggello, c'è un castello abbandonato in stile moresco. E' il Castello di Sammezzano, il più importante esempio di architettura orientalista in Italia, che è stato appena candidato per il 7 Most Endangered Programme, il progetto per salvaguardare i luoghi europei più a rischio.  Fino a qualche tempo fa, in occasioni eccezionali, era possibile visitare il castello, ora questo gioiello è in stato di abbandono. Ecco la storia e le foto più bello di un luogo che merita di essere salvato.

Kakslauttanen Arctic Resort è una struttura unica al mondo, immersa tra i vasti scenari incontaminati del Parco Nazionale di Urho Kekkonen in Lapponia Finlandese. Qui è disponibile un'ampia scelta di attività invernali in motoslitta, con cani husky e renne, ma soprattutto l'opportunità di trascorrere notti da sogno in igloo riscaldati con la cupola in vetro, in attesa che lo spettacolo dell'Aurora Boreale dipinga il cielo dell'Artico con incredibili onde di luce colorata.

Igloo per vedere l'Aurora Boreale

Saariselka, Lapponia Finlandese

Kakslauttanen Arctic Resort è una struttura unica al mondo, immersa tra i vasti scenari incontaminati del Parco Nazionale di Urho Kekkonen in Lapponia Finlandese. Qui è disponibile un'ampia scelta di attività invernali in motoslitta, con cani husky e renne, ma soprattutto l'opportunità di trascorrere notti da sogno in igloo riscaldati con la cupola in vetro, in attesa che lo spettacolo dell'Aurora Boreale dipinga il cielo dell'Artico con incredibili onde di luce colorata.

Il Salar de Uyuni è la più grande distesa salata del mondo, praticamente un deserto del sale. Conosciuto come il luogo dove non esiste prospettiva, qui luci e ombre si confondono in un gioco di forme surreali e il cielo e la terra si uniscono inesorabilmente lasciando in chi guarda la sensazione di essere in un luogo che non subisce le regole dello spazio a noi conosciute.  Eppure di spazio intorno ce n’è un’infinità, almeno 10.582 km quadrati  di sale disposto su 8-12 strati dello spessore anche di 20 metri ciascuno.

Lo specchio di sale

Salar de Uyuni, Potosí e Oruro- Bolivia

Il Salar de Uyuni è la più grande distesa salata del mondo, praticamente un deserto del sale. Conosciuto come il luogo dove non esiste prospettiva, qui luci e ombre si confondono in un gioco di forme surreali e il cielo e la terra si uniscono inesorabilmente lasciando in chi guarda la sensazione di essere in un luogo che non subisce le regole dello spazio a noi conosciute. Eppure di spazio intorno ce n’è un’infinità, almeno 10.582 km quadrati di sale disposto su 8-12 strati dello spessore anche di 20 metri ciascuno.

L’intersezione stradale situata appena fuori dall’uscita Hachikō della stazione di Shibuya in sé non è niente di spettacolare – un incrocio su quattro strade con in tutto dieci corsie, proprio nel cuore del quartiere alla moda di Tokyo, illuminato da insegne al neon e cartelloni pubblicitari giganteschi. Ma quello che succede nel trafficato attraversamento pedonale quando il semaforo diventa rosso per le automobili, è uno spettacolo che vale la pena di vedere. Tutti si sfiorano in un caos organizzato, senza scontrarsi, quasi come in un gioco di prestigio, dove il mistero risiede solo nella grazia giapponese.

L'incrocio più trafficato al mondo

Shibuya - Tokyo, Giappone

L’intersezione stradale situata appena fuori dall’uscita Hachikō della stazione di Shibuya in sé non è niente di spettacolare – un incrocio su quattro strade con in tutto dieci corsie, proprio nel cuore del quartiere alla moda di Tokyo, illuminato da insegne al neon e cartelloni pubblicitari giganteschi. Ma quello che succede nel trafficato attraversamento pedonale quando il semaforo diventa rosso per le automobili, è uno spettacolo che vale la pena di vedere. Tutti si sfiorano in un caos organizzato, senza scontrarsi, quasi come in un gioco di prestigio, dove il mistero risiede solo nella grazia giapponese.

Venerati dai maya perché costituivano una preziosa riserva d’acqua dolce e considerati una porta di comunicazione con gli dei, i Cenote sono piscine naturali, formate per effetto dell’erosione nel terreno calcareo. Ma considerarle piscine naturali è forse riduttivo perché i cenotes sparsi nella foresta tropicale della zona dello Yucatan in Messico sono solo le parti visibili di una rete intricata di caverne e fiumi sotterranei che giungono fino al mare. Questo spiega come mai in certi cenotes si trovi acqua salata e pesci marini.

I Cenotes

Yucatan, Messico

Venerati dai maya perché costituivano una preziosa riserva d’acqua dolce e considerati una porta di comunicazione con gli dei, i Cenote sono piscine naturali, formate per effetto dell’erosione nel terreno calcareo. Ma considerarle piscine naturali è forse riduttivo perché i cenotes sparsi nella foresta tropicale della zona dello Yucatan in Messico sono solo le parti visibili di una rete intricata di caverne e fiumi sotterranei che giungono fino al mare. Questo spiega come mai in certi cenotes si trovi acqua salata e pesci marini.

Fino al 2010 era una semplice capanna di pescatori locali, oggi è uno dei ristoranti sul mare più particolari al mondo. Il Rock Restaurant nasce da un makuti africano, ovvero una tipica abitazione (il cui tetto si ricava dalle foglie della palma di cocco intrecciate), collocato su una piccola roccia nell’Oceano Indiano, a pochi passi dalla spiaggia di Michanwi Pingwe, lungo la costa est di Zanzibar. Oggi al suo interno si trova un ristorantino dal fascino assolutamente suggestivo!

The Rock Restaurant

Zanzibar, Africa

Fino al 2010 era una semplice capanna di pescatori locali, oggi è uno dei ristoranti sul mare più particolari al mondo. Il Rock Restaurant nasce da un makuti africano, ovvero una tipica abitazione (il cui tetto si ricava dalle foglie della palma di cocco intrecciate), collocato su una piccola roccia nell’Oceano Indiano, a pochi passi dalla spiaggia di Michanwi Pingwe, lungo la costa est di Zanzibar. Oggi al suo interno si trova un ristorantino dal fascino assolutamente suggestivo!

Giulia Morezzi

giumor82@gmail.com

Roma

Giulia Morezzi

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