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Aereo o treno: tutto dipende dalla valigia!

È tarda mattina di domenica e apro gli occhi per un raggio di sole che rimbalza sulle mie guance.

È Fabio quel raggio di sole che mi sveglia ogni mattina, anche quando fuori a Roma siamo avvolti da nubi di smog e foschia. Ma oggi sono a Nizza e qua il sole splende sempre, come stamattina, ma mi ricorda anche che è tardi. È ora di rifare l’ennesima valigia, quella smontata giovedì al rientro da Firenze, riassemblata la sera stessa per venire a Nizza e che dovrò svuotare e ricomporre nuovamente stasera.

Lunedì si parte. Provini a Torino. Stavolta si vola, quindi dovrò ricordare di lasciare a casa il flacone del collutorio e sostituirlo con il tascabile da viaggio.

Quando ho iniziato a fare questo lavoro mi dicevano che presto avrei imparato a fare la valigia in 5 minuti e invece sono quattro anni che continuo a mettere in valigia il collutorio che regolarmente mi sequestrano al check-in.

Se si vuole viaggiare comodi bisogna diventare scaltri e conoscere i trucchetti del mestiere. E il tutto si concentra nel fare una valigia diversa a seconda del mezzo che si prenderà. Se ci si deve imbarcare su un volo, per esempio, la cosa fondamentale è indossare dei calzini lindi e pinti e ovviamente senza buchi! È una statistica reale che a noi donne 9 volte su 10 ci fanno passare il metal detector chiedendoci di togliere le scarpe. A meno che non ricordiamo di indossare un modello di scarpe che coniughi un tacco elegante ma comodo, uno stile passpartout che stia bene con i cambi dei prossimi giorni e la giusta sobrietà per non insospettire il poliziotto di turno, che altrimenti ci costringerà a mettere in bella mostra l’imprevedibile buco sull’allucione!

Sempre per la valigia da cabina, inutile ricordare che dovremo lasciare a casa gli amati shampoo, balsamo bagnoschiuma, profumo, perché inevitabilmente li infileremo comunque in valigia, nella speranza di farli passare distraendo il poliziotto con l’allucione bello in vista. Per chi invece ha ancora un proprio senso di dignità, la scelta obbligata allora è il treno. Salvo poi ricordarsi di non riempire la valigia di pesi come quell’irrinunciabile libro di 900 pagine che sta sul nostro comodino dall’estate dei mondiali, perché la valigia altrimenti dovrà essere sollevata da un atleta professionista di giavellotto e non ci saranno sorridenti stuart a rischiare la loro ernia del disco per aiutarci.

Quindi, sia che siate mossi da un pio intento di salvaguarda della categoria professionale degli assistenti di volo, sia che abbiate un naturale istinto di protezione della vostra dignità, la composizione della valigia sarà la scelta cruciale per ogni viaggio. Sopratutto perché le uniche cose che dovreste ricordare di portare sono quelle che vi faranno sentire a casa ovunque voi siate.


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Giulia Morezzi

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