• Buy Bly

Hello balinese people

Aggiornato il: 8 ago 2020

Di Bali e dei balinesi potrei dire tante cose. Potrei iniziare a raccontarli dalla doviziosa cura con la quale le donne balinesi preparano quotidianamente le offerte, ossia dei cestini con fiori e incenso per il culto indù, oppure quanto siano generosi i loro sorrisi quando vi incontrano per la strada, ma quello che più mi ha colpito durante questa breve permanenza sull’isola di Bali è il loro particolare modo di approcciare le persone. Nei primi giorni, durante le prime occasioni di conversazione, ammetto mi sia capitato di pensare che fossero invadenti, anche un po’ sfacciati. La mattina presto, all’uscita dell’hotel, non mancava volta in cui la ragazza della recption ci chiedesse come avessimo passato la notte. E dopo averle risposto con un fugace “all right”, giustificandomi la sua domanda come un eccessivo zelo professionale, ecco che incalzava chiedendoci dove fossimo diretti. E non era la sola, perché non appena saliti sul taxi, i primi convenevoli con l’autista erano domande su cosa avessimo fatto nei giorni precedenti e quanto ci saremmo fermati a Bali. Lo stesso succedeva anche in un qualsiasi posto, fosse esso un bar, o un più altolocato ristorante: il cameriere di turno dopo l’ordine ci chiedeva da dove venissimo e come ci trovassimo a Bali. Insomma, era un susseguirsi di domande riguardanti la sfera personale. E se all’inizio pensavamo avessimo a che fare con un popolo curioso, al limite dell’invadente, immergendoci sempre di più nell’ambiente balinese, abbiamo capito che era solo un modo di fare culturale. I balinesi non sono curiosi più della media della popolazione mondiale e nè tanto meno più invadenti o impiccioni. Le loro domande sono l’equivalente dei nostri informali convenevoli del tipo “come stai?”, ma dato che difficilmente un balinese risponderebbe con una bugia se non dovesse stare bene, preferiscono sbrigare la faccenda con domande sul fare: dove si va, cosa si fa, e così via. È il loro modo per accorciare le distanze ed entrare in confidenza. La cosa in effetti funziona, perché ci si sente subito ben voluti e in breve la conversazione prende piedi, ricevendo così informazioni sul loro modo di vivere, sulle loro tradizioni e sulla loro cultura in maniera spontanea.

Il consiglio, quindi, se state pensando di organizzare un viaggio da queste parti, è di lasciare a casa l’abitudine della stretta di mano, sfoderate il vostro miglior sorriso e mostrate cordialità. In fondo siete in vacanza!






23 visualizzazioni0 commenti

Giulia Morezzi

giumor82@gmail.com

Roma

Giulia Morezzi

L'editore si dichiara disponibile a sostituire le immagini qualora esse siano coperte da copyright.

facebook
Instagram
Email
Shop
Blog