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👍Up&Down👎 MILANO

Aggiornato il: 7 giu 2019


Da romana doc mai mi sarei aspettata di sentirmi dire “beh, però Milano è diventata una bella città”!

E invece, passeggiando tra gli assolati sentieri di Parco Sempione, non ho potuto far a meno di pensare che, mentre avevo lasciato una Roma piovosa e grigia, nonché sporca e malandata, avevo trovato una Milano accogliente, gentile e addirittura illuminata da un sole primaverile.

Ho soggiornato vicino Corso Sempione 4 giorni. Ho girato per le vie del centro, sempre pulite, passando per l’Arco della Pace, passeggiando lungo il Castello Sforzesco, sbirciando le vetrine di via Dante, per arrivare ad ammirare le guglie del Duomo e girare sulla sinistra per l’elegante Brera, fino ad innaffiare con un buon vino una cena da Osteria Brunello in Corso Garibaldi e rilassarmi con un buon libro alla Fondazione Feltrinelli.

Milano questa volta me la sono proprio goduta, facendo anche delle buone scoperte. Una di queste la voglio condividere con voi come una chicca, forse poco conosciuta, ma che può valere una deviazione di rotta nel vostro prossimo viaggio a Milano. Un’altra, invece, ve la propongo come un consiglio spassionato per salvare il vostro soggiorno in città.

Fuori dalle rotte del turismo modaiolo, o di quello culturale, ma anche di quello dei divertimenti puri, in un quartiere un po’ fuori mano spunta in vetta tra le classifiche delle migliori gelaterie mai provate in vita mia IL MASSIMO DEL GELATO.

E come dice il nome, è veramente il massimo del gelato. Scoperto quasi casualmente, mi sono ritrovata a cenare con un cono gelato fatto da una cialda gigante e croccante e spessa e squisita con dentro 7 palline di altrettanti diversi gusti di gelato. Meraviglia per il palato! Due vetrina su strada aprono le porte di questa gelateria gestita da una signora classica milanese, che se ne sta seduta alla cassa tipo matrona, ma anche tipo pitbull. Al bancone due fanciulle vestite come fossero uscite da un telefilm americano ambientato negli anni 50. In esposizione una doppia fila di vaschette colme di gelati dai gusti tutti eccitanti: Mango dell’India, Crema allo Zenzero, Cioccolato Oro Puro, etc.

Io ne ho provati ben 7, ma ne avrei provati almeno altri 5 ed ho scoperto il mio nuovo gusto preferito: Mela Verde! Io che schieravo la classica formazione: panna sotto, fragola, limone, cioccolato e panna sopra!



E ora passiamo alle noti dolenti del viaggio...


Quello che qualche anno fa si chiamava Ermitage, oggi è un pessimo hotel mal gestito, di proprietà indiana che ospita per lo più turisti cinesi. Sto parlando del LEONARDO HOTEL, che apre il suo ingresso con la classica e scomoda porta a girandola (solo a me si incastra sempre il bagaglio bloccando la rotazione delle porte??) e fa approdare subito nel polveroso mondo della moquette damascata di altri tempi. E per “altri tempi” intendo quelli ormai andati degli anni 80. Pesante il legno della reception, che richiama quello di tutta la struttura, compreso quello delle stanze. Leitmotiv di tutto: polvere, polvere dal legno, polvere dalla moquette, polvere persino da una colazione fatta di poche cose povere e scarse, dalle signore della sala che dimenticano di chiederti se si desidera il caffè e in contemporanea dimenticano di metterlo al buffet, polvere dai receptionist che provano a tamponare la situazione spargendo ancora più una nube di imperfezioni e bugie. Insomma, un disastro. Ed è un peccato perché si trova al centro di un quartiere che sta conoscendo una nuova vita e sta sempre più diventando un punto di raccolta e di riferimento della città che si evolve e si incontra con nuove comunità. Il Leonardo è un monolitico ossimoro di una Milano che cambia e si evolve, mentre lui rimane fermo e stantio negli anni.




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Giulia Morezzi

giumor82@gmail.com

Roma

Giulia Morezzi

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